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A modo mioElena Liotta

A modo mio

Donne tra creatività e potere
La forza delle donne sta crescendo in tutto il mondo anche in mezzo alle nuove forme di aggressione e sfruttamento, mentre nuove minacce si affacciano per tutta l'umanità.
Se il mondo va salvato, bisogna permettere che le donne contribuiscano «a modo loro», con le idee, le pratiche e l'autorevolezza di una creatività troppo a lungo ignorata. Prendendo anche ciò che gli uomini hanno pensato, scritto, prodotto e restituendolo al primato della relazione.
Occorrerà lavorare insieme, in un rispetto finalmente reciproco, con l'intelligenza d'amore, donne e uomini del pianeta Terra, che ne hanno abbastanza di un sistema tutto al maschile, i cui danni materiali si equivalgono ormai a quelli esistenziali e morali.

Il libro si snoda attraverso il pensiero e i movimenti di liberazione delle donne, identificando alcuni temi centrali – la creatività, il potere, la spiritualità, la figura della madre, il corpo, la scienza, la psicoanalisi stessa – per approdare infine alla condizione delle donne nella società contemporanea, alle prese con vecchi e nuovi ruoli di fronte alle sfide ambientali, multiculturali e di convivenza pacifica tra i popoli.
Navigando tra stereotipi, archetipi e figure esemplari del femminile, emergono anche le donne comuni, le loro potenzialità ancora inespresse, i limiti personali, quelli di genere, le difficoltà che le costringono nelle complesse società occidentali e in quelle in via di sviluppo, tuttora dominate dal pensiero e dai modi degli uomini nella cultura, nell’economia, nei luoghi di potere in generale.
Aperta all’idea di un femminile e di un maschile intesi come «modalità psichiche» a disposizione di uomini e donne, l’autrice propone un «modo proprio» delle donne, sul piano sia collettivo sia individuale, che fa i conti con la storia, la società e i suoi nodi fondamentali, andando oltre l’idea di un «eterno femminino» e di altri universalismi nati nella mente maschile che continuano a ingabbiare la vita delle donne. L’acquisizione di una maggiore consapevolezza di sé inclusiva delle proprie ombre – quale che sia la via scelta per raggiungerla – rimane per l’autrice un passaggio ineludibile se
le donne vogliono produrre autentici cambiamenti nella qualità della loro vita.

Elena Liotta
Sono nata nel 1950 in America latina, dove ho vissuto durante la mia infanzia. A Roma ho preso una prima laurea
in Lettere e Filosofia, con indirizzo orientalistico e poi una seconda in Psicologia, parallelamente al training analitico junghiano. L’attività clinica e l’insegnamento delle materie psicologiche mi accompagnano da più di vent’anni. Prima di dedicarmi alla psicoterapia, ho lavorato in campo editoriale.
A un certo punto ho avuto anche un incarico politico, nella città di Orvieto, ove risiedo dal 1993, vivendo
in campagna. Ora svolgo funzioni di consulenza, formazione e supervisione nelle aree sociali, educative e sanitarie, privilegiando la scuola, i servizi per la prima infanzia e quelli per gli immigrati e rifugiati.
Ho sempre amato scrivere e per lunghi periodi mi sono dedicata anche alla ceramica e alla scultura. L’uso del Sandplay mi ha permesso di introdurre anche nella psicoterapia questa mia passione per l’espressione creativa.
In vari articoli e volumi ho trattato temi centrali della mia maturazione personale e professionale, che in questo libro vengono ripercorsi con il mio sguardo di donna. Appartengo a una salda compagine femminile di quattro generazioni viventi e ho partecipato al rinnovamento culturale che ha liberato le donne da numerose interdizioni del passato.